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Un Forum per la Pietra Naturale Autentica

Venezia ospiterà il primo Forum Internazionale sulla Pietra Naturale Autentica, fortemente voluto da PNA, il network di imprese (di cui Ghirardi fa parte) che opera a tutela e promozione del settore lapideo nel mondo. Questo numero di About Marble ne parla attraverso le parole di Stefano Ghirardi (CEO di Ghirardi e Presidente di PNA), la presentazione del Forum e un omaggio alla città che ospita l’evento: Venezia.

Stefano Ghirardi, CEO di Ghirardi e Presidente della Rete di Imprese PNA – PIETRA NATURALE AUTENTICA, presenta il primo PNA INTERNATIONAL FORUM, in programma nell’aula magna Tolentini dell’Università IUAV di Venezia il 12 e 13 giugno 2025.

Il Forum sarà una riflessione sul ruolo della pietra naturale autentica nelle trasformazioni contemporanee di architettura, design e arte, e si svolgerà il 12 e 13 giugno presso l’Università Iuav di Venezia, Istituto Universitario di Architettura di Venezia, in contemporanea alla Biennale di Architettura 2025.

I protagonisti saranno:

RAFFAELLA LAEZZA, Responsabile scientifico del Forum e Resp.Sc.Master Emergency Temporary Circular Architecture (2011-2024), Università Iuav di Venezia;
PETER EISENMAN, special guest del Forum, Prof. Yale School of Architecture, New Haven, Connecticut;
WALTER MARIOTTI, Domus Editorial Director;
CLAUDIA CHIAPPINO, Ingegnera mineraria;
FRANCESCO CANALI, Ingegnere, Direttore dei Cantieri della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano;
KINUE HORIKAWA, Fondazione Angelo Mangiarotti;
NAJLA EL ZEIN, Designer, Amsterdam, Beirut;
SUGURU WATANABE, Kengo Kuma and Associates, Tokyo;
ANGELA VETTESE, Docente di Arti visive all’Università Iuav di Venezia;
CHRISTIAN PONGRATZ, Prof. School of Architecture and Design, Direttore del Master Science in Architecture, Health & Design (M.S. AHD), New York Institute of Technology, New York;
MARIA PERBELLINI, Dean of School of Architecture and Design, New York Institute of Technology, New York;
PETER HARRISON, Stone Consultant, London;
GIOVANNI SANTAMARIA, Associate Dean for Academic Operations Professor School of Architecture and Design, New York Institute of Technology.

Venezia e La Biennale

Anche se è nota per le sue fondamenta di palafitte e le sue costruzioni in mattoni, a Venezia anche la pietra naturale è onnipresente, in particolare la pietra d’Istria, pietra calcarea chiara estratta appunto nella regione che oggi si divide in Croazia e Slovenia.

Resistente all’acqua salata e facilmente trasportabile dalle coste balcaniche, la sua eleganza sobria caratterizza tutti i monumenti più iconici della città, a partire dalla Basilica di San Marco (nella quale è affiancata da pregiati marmi policromi orientali) e dalle Procuratie Vecchie e Nuove, le cui bianche arcate uniformi sono il volto di Piazza San Marco. La pietra d’Istria si trova poi nel basamento colonnato di Palazzo Ducale, nelle facciate della Basilica di San Giorgio Maggiore e della Chiesa del Redentore, entrambe del Palladio, e nel Ponte di Rialto, nonché nella grande maggioranza dei marciapiedi, lastricati alle estremità dalle cosiddette risse.

La tradizione della pietra d’Istria a Venezia è talmente consolidata che nessun progetto contemporaneo di alto livello nella città si è permesso di ignorarla: ne sono la prova i celebri edifici residenziali di Cino Zucchi in Giudecca, dai raffinati dettagli lapidei, il restauro delle Procuratie Vecchie di David Chipperfield, che ha impiegato pietra locale per le arcate interne, il progetto della Fondazione Cini di Michele De Lucchi, che ha mantenuto la pietra per coerenza con la preesistenza, e il Ponte della Costituzione di Santiago Calatrava, nel quale la pietra d’Istria, che era già presente nei dettagli, andrà a sostituire il controverso vetro calpestabile.

È poi indubbio che la pietra sia parte integrante dell’attuale Biennale di Architettura curata da Carlo Ratti. Dal titolo Intelligens. Naturale. Artificiale. Collettiva., la mostra auspica l’evoluzione dell’architettura per far sì che si adatti ai cambiamenti climatici e sociali in corso, e in tal senso – in particolare nella sezione dell’Intelligenza Naturale – la pietra ha modo di risaltare per le sue qualità essenziali e per la sua sostenibilità. Oltre che nell’esposizione principale, la pietra naturale fa la sua comparsa anche in diversi padiglioni nazionali, come quello spagnolo e quello britannico, rispettivamente nell’ottica di materiale locale e di materiale coloniale.

Ma il calderone culturale di Venezia ha molto di più da offrire oltre ai monumenti storici, alle architetture contemporanee e alla Biennale; e se l’affinità del maestro Carlo Scarpa con la pietra potrebbe far concentrare in primis sull’esposizione sulla sua attività museografica Il Correr di Carlo Scarpa 1953–1960 al Museo Correr, è bene anche considerare input più distanti dal tema specifico della pietra ma egualmente suggestivi, come la mostra Diagrams alla sede veneziana di Fondazione Prada, un affondo sul potere comunicativo dell’infografica sul mondo che ci circonda realizzata da AMO/OMA e curata da Rem Koolhaas in persona, o la retrospettiva Thomas Schütte. Genealogies a Punta della Dogana, che esplora oltre 50 anni di sviluppo di un artista la cui concezione della scultura è così aliena da escludere il materiale scultoreo per eccellenza, la pietra naturale.

Arrivederci al prossimo numero di

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